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Il Kenya in preda alla violenza. Kofi Annan, nel ruolo di mediatore, denuncia gli abusi

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Il Kenya in preda alla violenza. Kofi Annan, nel ruolo di mediatore, denuncia gli abusi

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Nonostante il coprifuoco decretato ieri dalle autorità di Nakuru, città della Rift Valley (la parte ovest del Kenya), circa venti persone sono state uccise nella notte tra venerdi’ e sabato. Dalla fine di dicembre il paese non trova pace, dopo le contestate elezioni presidenziali che hanno confermato il presidente Kibaki contro l’oppositore Odinga, che non ha mai accettato la sconfitta.

Per tentare una mediazione è sceso in campo l’ex segretario dell’Onu, Kofi Annan, che stamani ha visitato la Rift Valley. “Stiamo assistendo a gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani ai danni dei civili”, ha detto durante una conferenza stampa. “E’ fondamentale che i fatti siano chiariti e i responsabili siano chiamati a risponderne”.

La tensione politica ha innescato un conflitto di stampo etnico, che era rimasto sopito e che rischia ora di dare luogo a una guerra civile su vasta scala. Dall’inizio dei disordini, si contano tra le 700 e le 800 vittime, mentre sono oltre 250 mila gli sfollati che sono rimasti privi di protezione e dei beni di prima necessità.

Bande armate con machete imperversano nel paese, in cerca di vendetta. L’economia di uno dei paesi piu’ floridi dell’Africa è in ginocchio e il turismo, risorsa fondamentale per il Kenya, ha interrotto bruscamente, nelle ultime settimane, il suo incessante flusso.