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Société Générale rassicura i clienti dopo la bufera

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Société Générale rassicura i clienti dopo la bufera

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All’indomani dello scandalo sulla maxifrode alla Société Générale, le istituzioni francesi cercano di tranquillizzare clienti e investitori della terza banca del Paese. I dipendenti non sembrano turbati, anche se la vicenda lascia aperti molti interrogativi. “E’ una banca in buona salute, è solo un incidente di percorso, non mi preoccupo affatto,” sono i commenti di alcuni impiegati all’uscita dalla sede.

Jérôme Kerviel, il giovane presunto responsabile della truffa, si era specializzato all’Università di Lione nei sistemi di controllo del rischio nelle operazioni di trading. Secondo il rettore, la sua formazione lo ha aiutato: “E’ come se qualcuno che fa lo scassinatore avesse studiato a scuola le serrature. Se ha un’ottima formazione nel settore gli è molto piu’ facile rubare.”

L’episodio, che rappresenta la frode di maggiori proporzioni compiuta ai danni di una banca, supera largamente il precedente del 1995, quando alla britannica Baring Bank furono scoperte operazioni illegali sui titoli per oltre 1,8 miliardi di euro, o ancora quello del 2002, che procuro’ un buco di 475 milioni di euro all’americana All First Bank. La truffa alla Baring, che provoco’ il crack della banca, fu causata da un trader che fuggi’ e fu arrestato a Singapore.

Nel caso di Société Générale, invece, l’avvocato del responsabile della frode afferma che quest’ultimo è disponibile a collaborare con la giustizia. Una clienti si dice perplessa: “Quando chiediamo noi la minima cosa ci vogliono 50 tonnellate di carte e tanti interlocutori, quindi il fatto che una persona sola perda cosi’ tanto mi sembra poco plausibile, spero per loro che sia la verità, ma forse non lo sapremo mai.”

Jérôme Kerviel sarebbe riuscito a non destare sospetti per mesi ultilizzando un dispositivo cosi’ sofisticato da superare cinque barriere di controllo del sistema di protezione della società.