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Preoccupazione in Olanda per il film anti-Corano di Geert Wilders

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Preoccupazione in Olanda per il film anti-Corano di Geert Wilders

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Sale la tensione in Olanda per la diffusione del film anti-islamico del deputato di estrema destra Geert Wilders. La protesta si organizza anche se ancora non è chiaro quando e dove sarà proiettato il film che per ora è stato rifiutato dalle televisioni olandesi.

Si è appreso intanto che il Governo ha cercato di dissuadere Wilders dal diffondere la sua opera ma il deputato è determinato a farle avere massima visibilità, diffondendola anche su YouTube.

“Ho paura di uno tsunami islamico sull’Europa e l’Olanda – dichiarava Wilders nel 2006 -. L’islam è una religione violenta e il Corano è un libro violento. Quindi dovremmo smetterla d’invitare altri islamici in Europa”.

In vista dell’uscita del film il governo ha tenuto una riunione “di crisi” e ha messo a punto un documento in cui si indicano le modalità per rispondere ad eventuali attacchi soprattutto all’estero, con evacuazione di ambasciate e rimpatrio di cittadini.

La pellicola ha detto lo stesso autore “dimostrerà come il Corano sia un libro fascista come il Mein Kampf”. Per queste ragioni Wilders aveva chiesto in Parlamento di far vietare il Corano.

I rappresentati di circa 200 associazioni musulmane hanno fatto appello ai fedeli affinché non si lascino provocare dal film. “Sia chiaro – ha detto il presidente delle associazioni islamiche, Mohammed Rabbae – che l’Olanda non il paese di un solo uomo. Ma è anche il nostro. Far male all’Olanda, fa male anche a noi”.

Il partito per la libertà di Wilders nel 2006 alle politiche ha ottenuto il 6% dei voti facendo una campagna populista anti immigrati, in contrasto con la tradizione di tolleranza del paese. “Non credo sia molto saggio da parte di Wilders provocare in questo modo il dibattito. Ci sono altri modi di farlo”, dice un olandese. “È bella la libertà d’espressione, ma ognuno dovrebbe fare attenzione a come la usa”, aggiunge una signora.

Wilders vive sotto scorta per aver ricevuto diverse minacce di morte dopo l’assassinio del regista Theo van Gogh, accoltellato da un estremista islamico in seguito all’uscita del suo film che denunciava l’oppressione delle donne nella società musulmana.