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Attentato a Beirut: ucciso un uomo chiave delle inchieste su Hariri

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Attentato a Beirut: ucciso un uomo chiave delle inchieste su Hariri

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Non un semplice attacco per diffondere il panico nel Libano. Ma un attentato “ad personam” per uccidere un agente chiave dei servizi segreti libanesi. La bomba che questa mattina ha sconvolto un quartiere cristiano di Beirut ha ucciso meno persone di quante non si fosse pensato in principio: 4 le vittime, non 10. Ma la portata di quanto accaduto assume un aspetto inquietante dal punto di vista politico:

“Il capitano Wissem Eid era uno specialista in differenti campi” spiega il ministro allo Sport libanese. “In particolare nei sistemi di comunicazione. Ha avuto un ruolo di primo piano nel seguire le tracce telefoniche nell’ambito delle inchiesti su attentati come quello che ha ucciso l’ex Primo ministro Rafik Hariri”.

Una strage che dunque, ancora una volta, lascia intravedere l’ombra della Siria, da sempre apertamente accusata da Beirut di essere il mandante di tanti omicidi eccellenti nel Paese dei Cedri. Siria che ha prontamente condannato l’accaduto. L’autobomba esplosa questa mattina a Hazmiyeh, periferia Est della capitale, è l’ultima di una lunga serie. Dieci giorni fa, 3 vittime e 16 feriti. L’obiettivo erano dipendenti dell’ambasciata statunitense.