ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ue: il piano verde delal discordia

Lettura in corso:

Ue: il piano verde delal discordia

Dimensioni di testo Aa Aa

Un piano che non mette d’accordo nessuno né gli industriali né gli ambientalisti. I primi bocciano l’idea della borsa delle quote di emissioni nocive e parlano già di delocalizzare gli impianti. Solidale con loro anche il Commissario europeo all’industria.

Il direttore della Federazione delle industrie europee, Philippe de Buck, ha accolto così la proposta dell’esecutivo. “Abbiamo un duplice costo da sostenere, da un lato, dal momento che parliamo di industrie che fanno un uso intensivo di elettricità, l’aumento del costo dell’energia. E dall’altro dobbiamo investire in nuove tecnologie, il che è positivo perché rafforzerà l’industria. Non vogliamo però sostenere il costo delle quote”.

Neppure le organizzazioni ambientaliste spezzano una lancia a favore del piano di Bruxelles, che, denunciano, si propone degli obiettivi minimi rispetto allo sesso accordo raggiunto il mese scorso a Bali nell’incontro voluto dall’ Onu.

Stephan Singer esperto dei cambiamenti climatici per il WWF. “Il WWF è deluso dall’atteggiamento di molti governi europei che non dicono apertamente vogliamo una riduzione pari al 30% entro il 2020, perché ciò ci permetterà di combattere il cambiamento climatico, consentendoci di stare sotto la soglia dei due gradi di surriscaldamento”. Più soddisfatti si dicono coloro che hanno investito in fonti d’energia alternativa, che oggi soddisfano solo un minimo del fabbisogno energetico europeo.

Isabelle Valentini dell’associazione che riunisce i produttori d’energia eolica: “Gli investimenti in questo settore sono già importanti, sono aumentati più di un terzo nel 2007 e con questo piano ce ne saranno di nuovi, fattore che contribuirà a allargare il mercato mantenendolo stabile”. Malgrado le critiche e le difficoltà che si profilano, Bruxelels spera di poter approvare entro l’anno il piano d’azione.