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Il piano di Bruxelles per ridurre le emissioni di CO2

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Il piano di Bruxelles per ridurre le emissioni di CO2

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Sacrifici europei in vista per ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020. Il piano della Commissione europea è stato ufficializzato stamani dal presidente Barroso ed è già polemica. Articolato in cinque progetti di legge scuote la coscienza verde e le tasche dei 27. La riduzione globale del 20% ha come emissioni di riferimento quelle registrate nel 1990.

La proposta concentra la parte grossa degli sforzi sull’industria europea che nel 2005 ha emesso 2 miliardi di tonnellate di emissioni nocive, pari alla metà dei gas a effetto serra dell’intera Unione.

Rispetto alle emissioni dell’anno di riferimento, in questo caso il 2005, Bruxelles chiede una riduzione dei vapori delle ciminiere europee pari al 21%, proponendo un permesso di inquinare a pagamento a partire dal 2013. Permessi che vengono accordati a titolo gratuito già da tre anni. Sul piede di guerra gli industriali che minacciano di delocalizzare gli impianti.

Il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha risposto così: “È vero ci sono dei costi da sostenere. Ma dobbiamo paragonare i costi del piano con quelli dell’inazione. Quest’ultimi sono molto molto più alti , per cui possiamo dire che il pianio ci consente un relativo guadagno”.

La Commissione incentiva la produzione di energia rinnovabile, come la solare, l’eolica, la geotermica. Il cui consumo dovrebbe passare sempre entro il 2020 dall’attuale 8,5 al 20%. Anche le emissioni che vengono da agricoltura, abitazioni e trasporti dovranno essere ridotte. I veicoli sempre entro il 2020 dovranno consumare il 10% di biocarburanti. Il piano dovrà adesso essere adottato dall’europarlamento e dagli Stati membri.