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Apre a Londra la mostra minacciata dai discendenti dei collezionisti russi espropriati dalla rivoluzione comunista

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Apre a Londra la mostra minacciata dai discendenti dei collezionisti russi espropriati dalla rivoluzione comunista

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Alla fine ha potuto aprire i battenti a Londra l’esposizione “Dalla Russia”, messa in pericolo dalle rivendicazioni degli eredi dei proprietari di alcune opere. Diversi dei 120 capolavori giunti alla Royal Acadamy da alcuni musei russi furono infatti espropriati all’epoca della rivoluzione comunista.

Per evitare che gli eredi ne chiedessero il sequestro la Gran Bretagna ha dovuto approvare una legge che accorda una speciale immunità alle opere d’arte in prestito.

“Si sono date tante interpretazioni politiche ma in realtà era solo una questione legale – dice Norman Rosenthal della Royal Academy -. Negli ultimi anni i russi hanno avuto problemi in Svizzera, in Italia, in Francia, e non volevano che si ripetessero, che qualcuno reclamasse di nuovo queste opere”.

Nulla a che vedere dunque con le recenti tensioni diplomatiche tra Mosca e Londra.

Gli eredi non si danno però per vinti e se alcuni di loro hanno rinunciato alla restituzione dei quadri, chiedono almeno di essere risarciti.

“Vogliamo essere indennizzati perché incassano del denaro mettendo in mostra i nostri quadri”, dice Pierre Konovaloff, discendente del collezionista Morozoff.

Con capolavori – fra i tanti – di Matisse, Renoir, Cezanne, Picasso o Kandinsky, l’esposizione fa anche un parallelo tra lo sviluppo dell’arte russa e l’influenza dei pittori francesi sugli artisti russi.