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La proposta di Bruxelles per ridurre le emissioni di CO2

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La proposta di Bruxelles per ridurre le emissioni di CO2

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Una proposta che va di traverso ai 27. È quella che mercoledì farà la Commissione per ridurre le emissioni di gas tossici. In base agli impegni presi dai dirigenti europei nel marzo del 2007, l’esecutivo europeo proporrà il suo piano per ridurre da qui al 2020 le emissioni emissioni a effetto serra del 20%, prendendo come anno di riferimento il 1990. Il piano si articolerà in più parti. Un grosso sforzo è chiesto all’industria europea che dovrà ridurre le sue emissioni di CO2 del 21% entro il 2020, anno di riferimento in questo caso sarà il 2005.

Le industrie più inquinanti saranno soggette a un permesso di inquinamento che diventerà sempre piû caro, fino a sparire del tutto nel 2020. Misura che già fa storcere il naso agli industriali che minacciano di delocalizzare le proprie imprese. I Paesi dell’Europa centrale giudicano l’impresa colossale, visto soprattutto il ritardo economico che registrano attualmente rispetto agli altri stati membri.

Lo sforzo maggiore sarà chiesto a Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Francia. Per raggiungere l’obiettivo, la Commissione chiede di incentivare la produzione di energie alternative, la geotermica, l’eolica, e quella solare.

L’energia nucleare non è definita dalla Commissione come rinnovabile, ma Bruxelles stima che possa contribuire a raggiungere l’obiettivo. Che è: portare dall’8,5% al 20% il consumo di energia alternativa.

Si agirà anche sul fronte dei trasporti. I biocarburanti dovranno diventare il 10% dei carburanti usati dai veicoli, misura definita dai suoi detrattori come irrealistica e peraltro pericolosa per il pianeta.