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La Corte europea dei diritti dell'Uomo condanna la Francia per discriminazione

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La Corte europea dei diritti dell'Uomo condanna la Francia per discriminazione

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La Corte europea dei diritti dell’Uomo ha condannato la Francia per discriminazione. Parigi aveva respinto la richiesta di adozione presentata dieci anni fa da una insegnante omosessuale, legata da 18 anni a un’altra donna. L’insegnante si era rivolta anche alla Cassazione che aveva bocciato la richiesta per mancanza di un secondo genitore.

La Corte di Strasburgo ha dichiarato all’unanimità la richiesta ammissibil e ha rilevato una violazione dell’articolo 14 della convenzione e dell’articolo 8. Ha inoltre stabilito che la Francia deve versare alla richiedente entro tre mesi diecimila euro a titolo di danno morale.

L’articolo 14 proibisce la discriminazione e l’articolo 8 prevede il rispetto della vita privata e familiare. E’ una vittoria che potrebbe avere conseguenze importanti per i single omosessuali. Per la Francia e altri Paesi del Consiglio d’Europa sarà più difficile negare l’adozione a una persona celibe perché omosessuale. In Francia nulla impedisce a un single di adottare. Ma non è permesso a coppie omosessuali.

Lo è solo in 9 Paesi del Consiglio d’Europa: Germania, Belgio, Danimarca, Spagna, Islanda, Norvegia, Olanda, Gran Bretagna e Svezia. Queste coppie beneficiano degli stessi diritti delle coppie eterosessuali perché sono considerati per legge genitori. In Francia il matrimonio tra gay o lesbiche non è ammesso, ma solo l’unione civile e dunque il problema è riconoscere l’autorità parentale del compagno altrimenti uno dei due è costretto a rinunciare alla figura di genitore con i suoi diritti e doveri.