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Serbia al voto divisa tra Tadic e Nikolic

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Serbia al voto divisa tra Tadic e Nikolic

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Nove candidati, due contendenti principali dati dai sondaggi testa a testa, l’astensionismo che potrebbe diventare ago della bilancia. Questi gli ingredienti del primo turno delle presidenziali in corso oggi in Serbia. Un voto che, indirettamente, mostra anche gli umori dei cittadini sull’avvicinamento all’Unione Europea e sul Kosovo. “Sono sicuro – dichiara l’attuale presidente Boris Tadic – che la Serbia alla fine sceglierà la strada dell’Europa per il futuro di questo Paese e specialmente delle nuove generazioni. Sono molto ottimista sui risultati finali di queste elezioni.”

Con ogni probabilità, si andrà al ballottaggio il 3 febbraio, tra il filoccidentale Tadic e il nazionalista Tomislav Nikolic, che, piu’ che all’Europa, guarda alla Russia, fa leva sul patriottismo e mostra insofferenza per i vincoli posti da Bruxelles. “Non ci saranno piu’ ricatti e umiliazioni – promette Nikolic -. La Russia è un partner molto piu’ vicino alla Serbia. Se l’Unione europea vuole aprire le sue porte senza piu’ porre ostacoli, saremo felici di entrarci.”

Gli elettori chiamati alle urne sono sei milioni e mezzo. La metà potrebbe decidere di non votare. Salari e occupazione sono tra le priorità dei cittadini. La maggior parte dei serbi è favorevole all’adesione all’Unione europea, ma contraria all’indipendenza del Kosovo. Le due questioni si intrecciano in questa scadenza elettorale, cui partecipa anche la minoranza serba kosovara. La provincia a maggioranza albanofona si è detta pronta a dichiarare unilateralmente l’indipendenza e molti fra i Ventisette sono disponibili a riconoscere il nuovo Stato.