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Ue-Egitto, ancora tensione

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Ue-Egitto, ancora tensione

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L’Egitto reagisce con durezza alla risoluzione del Parlamento europeo che ha criticato le violazioni dei diritti umani al Cairo e passa al contrattacco. Il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit ha affermato che il documento mostra l’ignoranza degli eurodeputati sulla situazione del Paese e sulle riforme politiche, economiche e sociali realizzate negli ultimi anni.

In precedenza il presidente del parlamento egiziano Fathi Sorour aveva minacciato di rompere i rapporti con l’Unione europea. Il testo approvato a Strasburgo esorta l’Egitto a “porre fine a torture e maltrattamenti” nelle carceri e alle discriminazioni nei confronti delle minoranze religiose. Si chiede in particolare la liberazione di Ayman Nour, candidato dell’opposizione alle presidenziali del 2005 e condannato a cinque anni di carcere con l’accusa di aver falsificato documenti.

Si invita inoltre Il Cairo di intensificare i controlli per la lotta al contrabbando al confine con la Striscia di Gaza. Michael Emerson, analista del Center for European Policy Studies, sottolinea: “Il caso dell’Egitto è piuttosto negativo per gli standard africani. Il presidente è un autocrate a 5 stelle e sta davvero reprimendo ogni forma di espressione a sostegno di diversi partiti politici democratici.”

Le tensioni rischiano di riflettersi negativamente sulla riunione prevista per mercoledi’ e giovedi’ prossimi al Cairo tra le autorità egiziane e una delegazione della Commissione europea.