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Belgrado, l'indipendenza del Kosovo destabilizzirebbe la Serbia e i Balcani

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Belgrado, l'indipendenza del Kosovo destabilizzirebbe la Serbia e i Balcani

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La Russia ripete il suo fermo “no” al Kosovo indipendente. E, forte del suo diritto di veto in seno al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha detto che nessuna questione legata all’indipendenza della provincia serba a maggioranza albanofona può essere risolta senza il via libera del Consiglio di Sicurezza. Se sarà dichiarata l’indipendenza, “il Kosovo non farà parte delle Nazioni Unite”.

Durante un dibattito al Palazzo di Vetro il presidente della Serbia, Boris Tadic, ha ribadito la posizione del suo Paese: “Nessuno ha il diritto di destabilizzare la Serbia e i Balcani con decisioni affrettate che avrebbero conseguenze imprevedibili per altre regioni piene di problemi e di tensioni etniche”.

Dopo il dibattito sono seguite consultazioni a porte chiuse, alle quali è intervenuto anche il leader kosovaro Hashim Thaci.
“Siamo pronti per l’indipendenza, che sarà
proclamata molto presto”, ha dichiarato in una conferenza stampa.

L’incontro di New York era seguito alla televisione con ansia dai kosovari albanesi, due milioni di persone che rappresentano il 90% della popolazione della provincia. E che dieci anni dopo la fine della guerra vogliono diventare indipendenti. Tra questi, anche Nexed Daldyshi: “Abbiamo aspettato a lungo, quanto dobbiamo aspettare ancora? Il tempo passa, tutti ripetono le stesse cose. Vogliamo un Kosovo indipendente molto presto, è insopportabile vivere così, come uno Stato a metà”.

Intanto il governo serbo ha fatto sapere di avere adottato un piano di azione in caso di dichiarzione unilaterale di indipendenza. Tra le misure possibili, la sospensione dell’erogazione di elettricità e il rifiuto di riconoscere i passaporti kosovari.