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Morti e feriti nei raid israeliani a Gaza e in Cisgiordania

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Morti e feriti nei raid israeliani a Gaza e in Cisgiordania

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Tre civili uccisi, almeno tre feriti. Il giorno dopo il “martedì nero” che ha visto la morte di 19 palestinesi, fra civili e militanti, nella Striscia di Gaza, i raid delle forze armate israeliane continuano a mietere vittime.

L’esercito ammette che il bersaglio del missile lanciato nel centro della città di Gaza era l’auto di presunti terroristi, mentre nella vettura colpita viaggiano dei civili.

E se le operazioni militari tendono a concentrarsi nella Striscia dove da giugno è al potere il gruppo radicale Hamas, gli interventi non mancano in Cisgiordania, controllata dall’Autorità Nazionale Palestinese del leader di Fatah, il Presidente Mahmud Abbas. Vicino a Jenin, nel Nord della Cisgiordania, è stato ucciso Walid Ubeidi, uno dei capi della Jihad Islamica. Il tutto mentre nei territori si celebrano i funerali delle vittime dei precedenti attacchi cui la Jihad risponde con nuovi lanci di razzi verso israele.

Una situazione sempre più incandescente mentre si conclude la visita in Medio Oriente del Presidente degli Stati Uniti George Bush. Il quale ha dato il proprio appoggio ai vertici israeliani e palestinesi impegnati nel processo di pace che, almeno stando agli auspici, dovrebbe portare entro l’anno alla risoluzione di punti cruciali come quello dei confini del futuro Stato palestinese.