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Disastro Erika, condannata Total. 192 milioni di risarcimento, anche per le ong ambientaliste

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Disastro Erika, condannata Total. 192 milioni di risarcimento, anche per le ong ambientaliste

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A 9 anni dal naufragio della petroliera Erika che devastò le coste atlantiche francesi, arriva la condanna del tribunale di Parigi: una multa da 192 milioni di euro.
Condannata è Total, la quarta più grande compagnia petrolifera privata al mondo, in considerazione dell’imprudenza avuta nell’impiegare per il trasporto del gasolio un mezzo vecchio, riparato in modo da ridurre i costi. Colpevoli sono stati giudicati anche l’armatore, Giuseppe Savarese, il gestore Antonio Pollara, la Rina, il Registro Italiano Navale. Assolto invece il capitano della nave che si spezzò e affondò a una settantina di chilometri da Finistère.

Un processo destinato a creare un importante precedente in materia di disastri ambientali. Ad essere indennizzati non saranno infatti esclusivamente i soggetti che dall’incidente hanno avuto un danno economicamente quantificabile. Lo Stato francese, le regioni, provincie, comuni che si affacciano sull’Atlantico; i proprietari di attività commerciali, ittiche e non; le decine di volontari che accorsero a pulire le spiagge ignari dei rischi per la salute. La lista è lunga: 101 parti civili.

Ma per la prima volta in quella lista figurano anche associazioni e organizzazioni ambientaliste, come forma riparatoria per il crimine di attentato all’ambiente: la lega francese per la protezione degli uccelli, il Wwf Francia, Greenpeace. Gli avvocati di Total consiglieranno di fare appello.