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Braccio di ferro Mosca-Londra, chiude il British Council di San Pietroburgo

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Braccio di ferro Mosca-Londra, chiude il British Council di San Pietroburgo

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La sede di San Pietroburgo del British Council ha sospeso la sua attività, dopo le ultime azioni delle autorità russe nei suoi confronti. Secondo una funzionaria britannica tutti i collaboratori della filiale sarebbero stati sentiti dai servizi di sicurezza russi. E il capo della sede è stato fermato dalla polizia per sospetta guida in stato di ubriachezza.

Senza giri di parole il ministro degli esteri britannico, David Milliband, parla di intimidazioni.

“Ogni minaccia è del tutto inaccetabile. I soli a perderci per questi attacchi sono i cittadini russi interessati ai servizi del British Council, che l’anno scorso sono stati più di un milione, e la stessa reputazione del governo russo”.

Da Mosca però la reazione non è affatto conciliante, come si incarica di mostrare il ministro russo degli Esteri, Serghei Lavrov, che parla di mentalità coloniale.

“Capisco che la memoria storica, magari legata alla nostalgia per il periodo coloniale, possa prevalere sulla legalità. Ma in ogni caso nessuno può parlare con questo tono alla Russia”.

Questo nuovo episodio del braccio di ferro tra Mosca e Londra riapre le tensioni diplomatiche tra i due paesi, già arrivate al livello d’allerta nel 2006, dopo l’uccisione nella capitale britannica di Alexander Litvinienko, una ex spia russa passata in seguito dalla parte degli oppositori del presidente Putin.