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Spagna, le elezioni si giocano sull'economia

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Spagna, le elezioni si giocano sull'economia

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Sarà l’economia il terreno di scontro della campagna elettorale spagnola. Almeno a giudicare dai primi discorsi pronunciati dai leader dei principali schieramenti. Il capo del governo Josè Zapatero punta sui risultati ottenuti dalla politica del suo esecutivo negli ultimi 4 anni.

“L’economia funziona – ha detto -. Abbiamo gestito bene la finanza pubblica. Chiuderemo i conti del 2007 con una crescita superiore al 2 per cento del prodotto interno lordo”.
Il guanto della sfida viene prontamente raccolto dal capo dell’opposizione, Mariano Rajoy. La destra spagnola ha messo a punto un pacchetto di iniziative che si impegna a prendere se avrà l’opportunità di tornare al potere nella consultazione politica del 9 marzo prossimo. Cardine delle proposte del Partito popolare, tagli alle tasse per cittadini e imprese.
“Adotteremo – ha detto Rajoy – una riduzione addizionale delle imposte sul reddito che arriverà fino a mille euro all’anno e che riguarderà più di 3 milioni di donne lavoratrici”.
E sulla scena politica entra un nuovo partito: progressista ma contrario alle dinamiche indipendentiste, l’“Unione, progresso e democrazia” ha tra i suoi leader l’ex deputata socialista basca Rosa Diez e il filosofo Fernando Savater.