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Sir Edmund Hillary, il leggendario alpinista neo-zelandese che nel 1953 conquistò per primo

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Sir Edmund Hillary, il leggendario alpinista neo-zelandese che nel 1953 conquistò per primo

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Le cause del decesso non sono state rese note, ma le sue condizioni erano da tempo precarie.

Hillary raggiunse gli 8.848 metri della vetta dell’Everest il 29 maggio 1953, assieme al suo sherpa nepalese, Tenzing Norgay. Restò sul tetto del mondo per 15 minuti, ma bastarono a cambiargli la vita e fare entrare la sua impresa nella storia.

Un uomo senza rimpianti. “Una vita meravigliosa, due amatissime mogli, molte avventure, cosa potevo volere di più” – diceva in un’intervista cinque anni fa. La prima moglie e la figlia sedicenne perirono in un incidente aereo in Nepal nel 75. Hillary si risposò nel 1990.

Instancabile il suo impegno per l’ecologia, la montagna, e il suo sostegno agli sherpa nepalesi per i quali ha costruito scuole e ospedali.

Il vicepremier neozelandese Michael Cullen riconosce che la figura di Hillary ha contribuito a formare l’identità nazionale. “Con la conquista dell’Everest nel 1953 – dice – ha fatto riecheggiare nel mondo il nome della Nuova Zelanda e in un certo senso ha incarnato l’ideale neozelandese”.

Dopo l’impresa apripista di Hillary, più di 3.500 persone sono riuscite a scalare l’Everest, ma l’affluenza ha trasformato la montagna il un modo che Hillary non cessava di condannare.