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UE, monito alla Serbia

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UE, monito alla Serbia

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Per la Commissione Europea, l’indipendenza del Kosovo e l’adesione della Serbia all’Unione sono due questioni che devono rimanere ben distinte. Bruxelles risponde cosi’ al premier serbo Vojislav Kostunica, che la settimana scorsa aveva invitato l’Unione Europea a scegliere tra le relazioni con Belgrado e quelle con Pristina. Il commissario all’allargamento Olli Rehn ha ribadito la posizione europea nell’incontro con il capo della diplomazia serba Vuk Jeremic. Krisztina Nagy, portavoce della Commissione, spiega:“L’accordo di stabilizzazione e associazione non è qualcosa che noi imponiamo a un Paese. E’ il riconoscimento di una relazione privilegiata con l’Unione Europea e porta benefici tangibili e concreti ai cittadini di quel Paese. La Commissione vuole aiutare la Serbia nel suo cammino verso l’Unione Europea, ma alla fine spetta al popolo e alle autorità della Serbia assicurare che le condizioni siano rispettate.”

Tra le condizioni poste da Bruxelles alla Serbia c‘è la piena cooperazione con il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Jugoslavia. Sull’indipendenza del Kosovo le posizioni restano distanti e le autorità serbe hanno dichiarato di non voler rinunciare alla provincia albanofona, anche a costo di restare fuori dall’Unione.