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Lavoratori e turisti lasciano Kenya

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Lavoratori e turisti lasciano Kenya

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Mentre si intensificano gli sforzi diplomatici per porre fine alla violenza, tanti lavoratori e turisti lasciano il Kenya. Da Kakamega, circa cento chilometri da Kisumu, uno dei teatri dei disordini, un’operatrice umanitaria statunitense racconta: “Vivono nella paura, noi ce ne andiamo con la speranza, ma li lasciamo nella paura. La parola che sento pronunciare con maggior frequenza è “Ruanda”. Le persone qui hanno paura delle conseguenze che uno scontro tra tribù potrebbe provocare”.

Molti turisti hanno deciso di lasciare il Paese in anticipo. Gli Stati Uniti invitano i cittadini che avevano in programma un viaggio in Kenya a recarvisi solo se necessario, la Gran Bretagna ha ammonito a non andare in certe aree. Un turista canadese che lascia la capitale Nairobi dice: “Ce ne andiamo presto per via degli scontri e per il pericolo di uscire per strada, con i negozi chiusi. Non è il posto migliore per i turisti in questo momento”. Parecchi voli provenienti dall’estero e diretti in Kenya viaggiano semivuoti. In tanti hanno deiciso di optare per mete alternative.