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Oltre 200 le vittime delle violenze, l'Ue chiede un'inchiesta sui risultati delle presidenziali

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Oltre 200 le vittime delle violenze, l'Ue chiede un'inchiesta sui risultati delle presidenziali

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Il Kenya si risveglia in un 2008 segnato ancora dalle violenze che sconvolgono il paese dalle elezioni del 27 dicembre. Nelle bidonville di Nairobi, come quella di Kibera, nella notte ci sarebbero stati altri scontri. Sono oltre 250 le vittime da quando cinque giorni fa il presidente Mwai Kibaki è stato rieletto.

Nelle strade deserte la sola presenza è quella dei militari mentre davanti ai negozi i kenioti fanno la fila per fare scorta di cibo e beni di prima necessità che cominciano a scarseggiare. Le violenze in Kenya, considerata una delle democrazie più stabili dell’Africa hanno suscitato l’inquietudine della comunità internazionale.

Da domenica a Kisumu, uno dei principali teatri degli scontri tra forze di sicurezza e gruppi rivali, sono rimaste uccise oltre cento persone. La città è la roccaforte di Raila Odinga, il capo dell’opposizione che ha accusato Kibaki di brogli e ha esortato a manifestare pacificamente giovedì prossimo.

L’Unione Europea ha condannato le violenze e vorrebbe l’apertura di un’inchiesta che riesamini i risultati delle elezioni presidenziali. Gli Stati Uniti inizialmente si sono congratulati con Kibaki, ma poi hanno fatto marcia indietro e si sono detti preoccupati. L’ex potenza coloniale, la Gran Bretagna, ha richiamato i leader politici kenioti al dialogo.