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"Confermate le elezioni", chiede il Partito della Bhutto, ma la commissione avrebbe già deciso il rinvio

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"Confermate le elezioni", chiede il Partito della Bhutto, ma la commissione avrebbe già deciso il rinvio

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E’ un ritorno graduale ad una difficile normalità, quello di decine di milioni di pakistani rimasti chiusi in casa per piu di tre giorni, dopo l’ondata di violenze seguita all’assassinio di Benzir Bhutto.

Le squadre antisommossa, rafforzate da 10.000 agenti supplementari, avevano l’ordine di sparare a vista sugli autori dei disordini. Secondo fonti ufficiali sarebbero almeno 38 le vittime degli ultimi due giorni.

Intanto, si discute ancora sull’ipotesi di rinviare le elezioni dell’8 gennaio, ipotesi alla quale il Partito popolare pakistano si oppone. “Non l’abbiamo mai chiesto”, ha detto seccamente un portavoce.

E’ opinione diffusa che il Partito popolare intenda sfruttare la spinta emotiva prodotta dall’assassinio della Bhutto, convogliando nel voto la forte protesta popolare.

Uno dei leader dell’opposizione, Sharif, che ieri aveva incontrato il vedovo della Bhutto per proporre il boicottaggio delle urne, ha ora cambiato idea. Sull’eventuale rinvio del voto, la commissione elettorale ha annunciato per domani una determinazione in merito ma secondo indiscrezioni avrebbe già deciso di convocare i seggi per la terza settimana di febbraio.