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Prigionieri e colonie su tavolo colloqui Medio Oriente

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Prigionieri e colonie su tavolo colloqui Medio Oriente

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Dopo Annapolis, i colloqui sul Medio Oriente ripartono da Gerusalemme, non senza difficoltà. Sul tavolo delle trattative ci sono due spinose questioni: colonie israeliane e prigionieri palestinesi. Su questo punto, i vertici israeliani, tra cui il Ministro degli Esteri Tzipi Livni, si sono riuniti per rivedere i rigidi criteri per la scarcerazione. Tra i detenuti palestinesi c‘è anche Marwan Barghouti, leader di Fatah in Cisgiordania, che alcuni considerano come possibile successore del Presidente Mahmoud Abbas.

La mossa dovrebbe servire a facilitare lo scambio con il soldato israeliano Ghilad Shalit, rapito da un commando palestinese a Gaza nel giugno 2006. Il portavoce di Hamas, Fawzi Bardhoum ha però insistito sul fatto che Shalit non sarà mai rilasciato se le richieste avanzate dalle fazioni palestinesi attraverso i mediatori egiziani non saranno accolte.

Oltre alla questione dei prigionieri, resta da superare l’altro imponente ostacolo: quello dell’ampliamento di alcune colonie israeliane. Controversia scatenata, in particolare, dai piani edilizi israeliani nella zona est di Gerusalemme, considerata dai palestinesi come capitale di un loro futuro stato. Dal versante palestinese lo si è detto in modo chiaro: non si entra nel vivo dei negoziati se l’ampliamento non si arresta.