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Ciad, parlano i genitori dei bambini presi in consegna dall'"Arca di Zoé"

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Ciad, parlano i genitori dei bambini presi in consegna dall'"Arca di Zoé"

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In Ciad al processo contro i sei francesi membri dell’associazione “Arca di Zoè” è stato il giorno delle testimonianze dei familiari dei bambini. L’accusa per gli europei e per quattro africani è di tentativo di rapimento di minori.

“I bianchi volevano portare i nostri figli in Francia – ha detto un padre in aula -. Ci hanno detto che volevano metterli in una scuola ad Abeche. Ci hanno ingannati per rubare i nostri bambini”.

I genitori hanno chiesto un risarcimento di 304.000 euro a bambino.

Ci sono stati anche momenti di tensione quando una delle imputate, l’infermiera francese Nadia Merimi, ha avuto un leggero malore ed è stata portata fuori dall’aula in barella da alcuni militari francesi presenti sul posto. Ed è stata condotta in ambulanza a una base militare.

Con le testimonianze dei familiari si è cominciato ad affrontare il tema centrale del processo: il tentativo fallito lo scorso 25 ottobre di portare in Europa 103 presunti orfani del Darfur.

In realtà si è poi appurato che i minori sono per la maggior parte del Ciad e in possesso di almeno un genitore.

I francesi si sono difesi spiegando di essere stati ingannati dai loro contatti locali.