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L'Europa si è svegliata più grande

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L'Europa si è svegliata più grande

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Cadono le barriere, si smontano i fili spinati, si abbattono le garitte. L’Europa è ancora più grande, da questo 21 dicembre, con l’adesione di altri 8 Stati allo spazio Schengen.
Quattrocento milioni di europei, da Lisbona a Tallinn, possono ora circolare liberamente senza passare dalla dogana. Restano i controlli di polizia, certo, e per questo occorre sempre avere con sé un documento d’identità. Ma gli spostamenti di persone e cose sono enormemente facilitati. E questo comporterà più sviluppo economico per i nuovi arrivati, tutti Paesi sotto regime comunista fino a meno di 20 anni fa. Un modo per mettere un’altra pietra sopra un passato oppressivo.
La notte tra giovedì e venerdì è stata il momento della festa, per tutti. Innumerevoli sbarre sono state tagliate ai posti di frontiera, champagne e bevande varie sono scorse a fiumi, leader politici nazionali ed europei e gente comune hanno condiviso le stesse piazze e cantato le stesse musiche.
Quando l’accordo di libera circolazione venne firmato nel 1985 in un villaggio lussemburghese, Schengen appunto, non tutti pensavano che sarebbe diventato un elemento di coesione altrettanto forte dell’appartenenza all’Unione europea.