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Onu, davanti al Consiglio di Sicurezza lo scontro sul futuro del Kosovo

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Onu, davanti al Consiglio di Sicurezza lo scontro sul futuro del Kosovo

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Le ragioni di Belgrado e le ragioni di Pristina. Il braccio di ferro sul futuro del Kosovo si sposta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, questo mese sotto la presidenza di turno italiana.

La riunione, che è stata aperta dall’ambasciatore italiano Marcello Spatafora, vede a confronto due posizioni opposte: quella dei Kosovari albanofoni, che vorrebbero procedere immediatamente verso l’indipendenza da Belgrado. E quella dei serbi, disposti a tutto pur che la provincia secessionista resti parte integrante del loro territorio.

A Mitrovica, città divisa tra kosovari serbi e albanofoni, si guarda al Palazzo di vetro con la speranza che lo scontro sul futuro della provincia non sfoci in nuove violenze. Ma anche i mediatori internazionali sono divisi.

Mosca appoggia la Serbia che, pur di tenersi il Kosovo, è pronta a concedere una larga autonomia. Stati Uniti e diversi paesi europei hanno invece più volte sostenuto che l’indipendenza sia ormai solo una questione di tempo.