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Il Belgio ha un governo. Ma la cirsi è finita?

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Il Belgio ha un governo. Ma la cirsi è finita?

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La buona notizia è che il Belgio, dopo 192 giorni, ha un governo. Ma che questo governo, con un mandato a termine e con le stesse, irrisolte problematiche, riesca a portare a termine le riforme di cui il Paese ha bisogno è un’altra cosa. E i cittadini si dividono: “Effettivamente è un gran sollievo. E’ un bene per tutti e soprattutto per i problemi quotidiani dei belgi, è certo” dice una signora di Bruxelles.

“Non c‘è alcun accordo sul programma dunque ci saranno ancora delle discussioni e c‘è il rischio che tutto venga messo di nuovo in causa nelle prossime settimane” è il giudizio pessimista di un altro.

Lo stallo ha acuito gli attriti fra fiamminghi e valloni. Il cristiano democratico fiammingo Yves Leterme, vincitore delle elezioni di giugno, riprenderà le redini del governo in marzo, scaduto il mandato dell’esecutivo a interim: “Al momento il nostro è un Paese complicato ma è ora di smetterla con le polemiche degli ultimi mesi. Abbiamo assistito a una campagna elettorale dura, ora bisogna mettersi al lavoro al servizio dei cittadini. E’ il mio obiettivo” ha detto.

Didier Reynders, ex ministro delle Finanze, non voleva nel governo i cristiano democratici francofoni, ma alla fine anche questo blocco è venuto meno: “Non sarà semplice gestire il governo, come per quello precedente” spiega. “Io sono un liberale: non mi posso trasformare in un socialista, nè fuori nè dentro al Consiglio dei Ministri”.

Ora tocca a Guy Verhofsdat, già Premier dell’esecutivo dimissionario, guidare il Paese durante la transizione. Ma la crisi si è fatta sentire anche sui prezzi e i sindacati hanno chiamato a raccolta migliaia di persone per protestare.