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Iulia Timoshenko, il profilo della "pasionaria di Kiev"

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Iulia Timoshenko, il profilo della "pasionaria di Kiev"

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La chiamano la passionaria di Kiev e non a caso, dal momento che con i suoi discorsi riesce sempre a galvanizzare la folla.

Le doti retoriche, Iulia Timoshenko le ha messe ampiamente a frutto durante la campagna elettorale per le ultime legislative, quando si diceva pronta a governare l’Ucraina con gli alleati del presidente Iushenko. “In parlamento c‘è spazio per una sola coalizione democratica. E non per altre. E questa coalizione sarà formata da noi e dal partito Nostra Ucraina. Solo così potremo dare al paese quello di cui ha bisogno”. Un discorso con forti tinte nazionaliste e populiste, ma che dai giorni della rivoluzione arancione a oggi non ha perso efficacia. E che trascina quanti nelle promesse di quella rivoluzione ancora credono.

Timoshenko era salita alla ribalta internazionale unendosi a Viktor Yushenko nella sua battaglia per l’annullamento delle elezioni presidenziali del 2004, macchiate da forti sospetti di brogli. Una lotta combattuta nelle strade di Kiev e sui banchi del parlamento. E coronata dal successo. E’ allora che Timoshenko scopre le carte. “Voglio diventare primo ministro perché so che cosa deve essere fatto. So che se il potere è nelle mie mani, allora la gente saprà che da me può aspettarsi risultati”.

Quando Iushenko viene eletto presidente, nomina Timoshenko suo primo ministro. Ma in meno di otto mesi le rivalità tra i due vengono a galla. Timoshenko è messa alla porta prima ancora di poter dimostrare se il suo impegno riformista fosse concreto.

Il riavvicinamento con Iushenko è avvenuto poco prima delle ultime elezioni. Per gli analisti, è un matrimonio di convenienza e in molti si chiedono se questa volta durerà più del precedente.