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Medio Oriente, la sfida di Parigi per risollevare l'economia paletinese

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Medio Oriente, la sfida di Parigi per risollevare l'economia paletinese

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Avere uno stato non significa solo avere un territorio. Tony Blair, inviato del Quartetto per il Medio Oriente, lo aveva detto in apertura della conferenza di Parigi. E per i palestinesi non c‘è nulla di più vero. Quattordici anni dopo gli accordi di Oslo, nei territori la situazione non ha smesso di precipitare. Sia sul piano economico che su quello della dipendenza da Israele per le forniture di acqua ed energia.

Su un quadro già drammatico, da giugno si è innestato un nuovo elemento di crisi. La Striscia di Gaza, passata sotto il controllo di Hamas, è isolata da ogni contatto con l’esterno. Una frattura che fa esplodere le differenze tra le due parti del futuro stato palestinese.

La disoccupazione, diminuita tra il 2005 e il 2006 in Cisgiordania, è invece aumentata a Gaza, fino a raggiungere il 35%. Stesso discorso per la povertà, che a Gaza continua a crescere, mentre rimane relativamente stabile in Cisgiordania. Qui, i lavoratori con un impiego in Israele sono diminuiti. A Gaza si sono azzerati. La comunità internazionale ha promesso che tra il 35 e il 40% delle donazioni sono per la Striscia di Gaza, anche se non è chiaro come saranno dispensate, dal momento che il presidente Abbas è l’unico interlocutore riconosciuto.

A Gaza le cifre parlano di una vera e propria emergenza umanitaria: i prodotti alimentari sono sempre più cari. La produttività delle imprese private è in calo, e il 70% delle forniture di energia elettrica passa attraverso lo stato israeliano.

Il risultato è che diritti fondamentali come quello al lavoro, allo studio, alla salute, non possono essere garantiti. Per i pazienti più gravi ricoverati in ospedale, ogni black out elettrico può essere fatale. Ambrogio Manenti, responsabile del dipartimento dell’Organizzazione mondiale della Sanità per Gaza e Cisgiordania: “Nel corso degli ultimi mesi la situazione è diventata intollerabile. Diversi pazienti sono deceduti nell’ultima settimana perché i permessi per spostarli non sono arrivati in tempo. E in più c‘è un grave problema di forniture elettriche e di carburante, che compromette il regolare funzionamento degli ospedali e dei servizi sanitari”.

A Parigi è stato ribadito che fino a quando Israele manterrà i blocchi stradali, l’economia palestinese non riuscirà a risollevarsi. Nessun investimento straniero è possibile in queste condizioni.