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Danone offre un accordo a Wahaha, ma lavertenza sarà ancora lunga

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Danone offre un accordo a Wahaha, ma lavertenza sarà ancora lunga

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Danone porge la mano, non l’altra guancia: la multinazionale francese è in causa da mesi contro la cinese Wahaha, marchio molto conosciuto per l’uso del quale erano stati siglati, negli anni novanta, gli accordi per la creazione di una joint venture. Con Danone in possesso di una quota del 51%.
Ora i francesi, dopo una sentenza negativa in Cina, si dicono disposti a lasciar perdere ben sei procedimenti legali, tra i quali uno in California e uno in Svezia, se la controparte cinese dimostrerà buona volontà.
“Abbiamo offerto di sospendere tutti i procedimenti in corso se i negoziati per riunificare il gruppo wahaha Beverage in una singola entità partiranno in modo serio, con un appropriato controllo da parte delle autorità”, ha detto Emmanuel Faber, presidente di Danone Asia pacifico.
Danone accusa Wahaha di aver violato gli accordi vendendo separatamente prodotti che avrebbe dovuto essere commercializzati in esclusiva dalla joint venture.