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Mutui subprime: UBS costretta a svalutare i propri investimenti

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Mutui subprime: UBS costretta a svalutare i propri investimenti

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UBS paga caro il collasso legato al credito subprime. La piú grande banca europea è costretta a svalutare i propri investimenti nei mutui americani a rischio per 10 miliardi di dollari, 6,8 miliardi di euro. Le conseguenze rischiano di essere pesanti: l’istituto finanziario svizzero prevede un quarto trimestre in perdita, con la possibilità di chiudere l’intero anno in rosso. Prospettiva non incoraggiante.

“La situazione nel mercato americano dei mutui – riconosce l’amministratore delegato di UBS Marcel Ospel – continua a evolvere nel peggiore dei modi e questo è drammatico. Abbiamo deciso di affrontare il problema in modo diverso, imboccando la strada giusta. Dobbiamo dimostrare trasparenza, senza lasciare spazio alle speculazioni perchè ció toglierebbe sicurezza alla nostra clientela e ai nostri dipendenti”.

La situazione di UBS è preoccupante ma non la peggiore. Tutti i principali istituti di credito nel mondo sono stati costretti a iscrivere fra le perdite gli investimenti effettuati nei mutui subprime. L’americana Citigroup è la piú coinvolta, con una svalutazione di 11,5 miliardi di euro, seguita da UBS, Merrill Lynch, Morgan Stanley e Barclays.

Tutte sono corse al riparo con iniezione di denaro fresco. L’istituto svizzero ha raccolto sul mercato 7,9 miliardi di euro vendendo azioni a un fondo governativo di Singapore e a un non meglio identificato investitore mediorientale.

La maxi-svalutazione avrà un’altra conseguenza per UBS: il probabile mancato pagamento in contanti del dividendo 2007 e la sua sostituzione con un corrispettivo in azioni.