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Lisbona, il quartiere nero Cova de Mour spera nel vertice Ue-Africa

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Lisbona, il quartiere nero Cova de Mour spera nel vertice Ue-Africa

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E’ in Portogallo, il più africano dei paesi europei, che prende il via sabato il secondo vertice tra Unione europea e Africa. Qui vivono circa 300 mila immigrati delle ex colonie.

Ed è nel quartiere nero di Lisbona, a Cova de Moura, la tana dei Mori, che l’attenzione sul vertice è più alta. Nel ghetto, dove il sogno di una vita migliore si scontra con la difficoltà della realtà, le speranze non si spengono.

“Spero che saranno i portoghesi a risolvere i problemi dell’Africa, sono fiducioso”, dice Emamadu Baldea, arrivato dalla Guinea Bissau.

Nel vertice uno dei temi caldi è appunto quello dell’immigrazione. La cooperazione tra Bruxelles e l’Africa è stata rafforzata, ma gli effetti tardano ad arrivare, l’immigrazione clandestina continua: l’Europa è ancora vista come l’eldorado.

“I popoli più poveri hanno sempre cercato di migrare in luoghi dove le condizioni di vita erano migliori – dice Timoteo Macedo, presidente dell’ong Solidaridade imigrante – . Se in Africa la situazione non cambierà, la migrazione continuerà”.

L’eldorado, però, non esiste e se ne rendono conto soprattutto i figli degli immigrati, la cosiddetta seconda generazione, alle prese con frustrazione, discriminazione e degrado. Qui in Portogallo, così come in Spagna e in Francia.