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Stavros Dimas: "Nessuna alternativa a Kyoto"

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Stavros Dimas: "Nessuna alternativa a Kyoto"

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Stavros Dimas è il commissario europeo per l’ambiente. Sostenitore delle energie rinnovabili, rappresenta i Ventisette alla conferenza sui cambiamenti climatici di Bali, in Indonesia.

Il suo primo obiettivo è convincere i paesi che inquinano di più, come Stati Uniti e Cina, ad aderire allo schema anti emissioni delineato dall’Unione. E in secondo luogo, limitare il ricorso agli organismi geneticamente modificati nell’agricoltura europea.

EuroNews: Commissario, benvenuto a Euronews. Parlando della conferenza di Bali e di quello che è in gioco, crede che l’Unione europea ce la farà a creare una sorta di coalizione dei volonterosi per contrastare i cambiamenti climatici?

Stavros Dimas: Dobbiamo raggiungere un consenso su un piano globale da adottare dopo il 2012, che sia efficace nel ridurre le emissioni e nell’impedire che il riscaldamento del pianeta superi i due gradi centigradi, la soglia massima fissata dagli scienziati.

EuroNews: Si tratta di un progetto dell’Unione europea, che finora sembra piuttosto isolata.

Stavros Dimas: Per cominciare, a Bali dovremmo innanzitutto porre le basi di un processo negoziale e concordare quali elementi entreranno a far parte di un futuro accordo. L’obiettivo è di raggiungere un’intesa, entro la fine del 2009, che ci consenta di combattere i mutamenti climatici in modo efficace.

EuroNews: In termini politici, pensa che per raggiungere gli obiettivi che ha menzionato sia necessario, per tutti questi paesi, così come per l’Unione europea, dichiarare ufficialmente la morte del protocollo di Kyoto?

Stavros Dimas: Ultimamente abbiamo avuto l’esempio degli Stati Uniti, dove il Congresso e alcuni stati stanno introducendo il sistema di compravendita di quote di emissioni di diossido di carbonio, che secondo Kyoto è il modo più efficace ed economico di rallentare i mutamenti climatici. Quindi Kyoto rimarrà, magari sotto un altro nome, ma la struttura di base rimarrà la stessa. Quanto al modo di imbarcare altri paesi, specie le economie emergenti… bè, questo è un obiettivo che abbiamo non soltanto a Bali, ma anche nei mesi e negli anni che verranno.

EuroNews: Lo scorso inverno, c‘è stata una sorta di malinteso, chiamiamolo così, tra lei e il commissario Verheugen, riguardo le emissioni inquinanti delle automobili. Non pensa che la Commissione europea abbia inviato un messaggio contradditorio?

Stavros Dimas: No, affatto. Il vice presidente Verheugen ed io abbiamo concordato una strategia congiunta insieme agli altri 25 commissari europei per contrastare il mutamento climatico intervenendo sulle emissioni delle automobili. La strategia prevede di ridurle a 130 grammi di Co2 per chilometro, intervenendo sulla tecnologia del motore, e di tagliare altri 10 grammi con altri mezzi, per esempio attraverso l’impianto per l’aria condizionata… in questo modo raggiungeremo l’obiettivo dei 120 grammi per chilometro.

EuroNews: Pensa che le energie rinnovabili possano essere un’alternativa al nucleare?

Stavros Dimas: Non solo lo credo, ma sono convinto che le energie rinnovabili saranno sviluppate e giocheranno un ruolo fondamentale nel contrastare i cambiamenti climatici e nel sostenere le nostre aziende nell’Unione europea. Per la commissione europea, l’energia nucleare è qualcosa di… diciamo che siamo neutrali a questo proposito, non ci schieriamo perché ci sono diversi stati membri che si appoggiano sul nucleare come la Francia, ad esempio. La Francia trae dal nucleare l’80% delle sue risorse energetiche. Paesi come la Finlandia stanno passando al nucleare, ma al tempo stesso altri lo stanno abbandonando.

EuroNews: Si è verificata una sorta di polemica su due varietà di mais transgenico. Una è il bt11, l’altra la 1507. Lei ha un punto di vista che non è condiviso da altri commissari europei. La Commissione è divisa su questo tema. Che cosa ci può dire a riguardo?

Stavros Dimas: Nella commissione Barroso, abbiamo l’abitudine di decidere in base al consenso, quindi sono certo che daremo la risposta giusta, troveremo la soluzione migliore. Ancora non si conoscono gli effetti sul lungo periodo della coltivazione di queste due varietà di mais.

EuroNews: Però mi sembra che l’autorità europea per la sicurezza alimentare non abbia finora emesso un parere sfavorevole riguardo le due varietà di mais. E’ così?

Stavros Dimas: Riguardo la salute ha ragione, ma per quanto concerne gli effetti sul lungo periodo esistono studi che indicano che ci potrebbero essere problemi. Quindi occorre essere molto attenti, perché se si verificasse una contaminazione da OGM, poi sarebbe estremamente difficile fare marcia indietro. Naturalmente esistono opinioni diverse, e questo crea alcuni problemi perché in certi paesi l’opinione pubblica è radicalmente contraria agli organismi geneticamente modificati. Ma, ancora una volta, ciò che conta è quello che ci dice la scienza e le nostre scelte dovrebbero essere fondate su argomenti scientifici.