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I russi hanno iniziato a votare per il Parlamento

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I russi hanno iniziato a votare per il Parlamento

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Seggi aperti nell’estremo oriente russo per le elezioni legislative. Oltre cento milioni di russi sono chiamati a eleggere i nuovi deputati della Duma, la camera bassa. Le elezioni sono viste come un plebiscito per il capo del Cremlino Vladimir Putin, pronto a non lasciare la scena politica dopo le presidenziali di marzo 2008. Il suo partito “Russia Unita”, di cui è capolista ma non membro, dovrebbe raccogliere oltre il 60 per cento dei voti. Determinante sarà l’entità dell’astensionismo: una parte dell’opposizione ha invitato a boicottare le urne.

Sicura secondo i sondaggi la conferma dei comunisti di Ziuganov, stabili o forse in crescita rispetto al 12,6 per cento del 2003. Un Parlamento probabilmente bipartitico, dunque: per i partiti minori come quello ultranazionalista di Jirinowski l’impresa sarà difficile, visto che la soglia di sbarramento è stata alzata dal 5 al 7 per cento. In forse anche l’ingresso alla Duma del partito “Russia Giusta”, alleato di Putin.

Fuori resterebbe “Jobloko”, il gruppo liberale e filo-occidentale di opposizione di Javlinski, che potrebbe non raggiungere il 7 per cento. Sul voto pesano l’assenza di osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e le denunce dell’opposizione. I militanti dell’Unione delle forze di destra affermano che la polizia, mobilitata per far rispettare la giornata di silenzio elettorale, ha circondato la loro sede di Krasnodar, nel sud della Russia, cercando di entrare con la forza.