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Russia al voto, denunce dell'opposizione

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Russia al voto, denunce dell'opposizione

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Si aprono stasera nell’estremo oriente russo i primi seggi per le elezioni legislative. Gli ultimi saranno quelli dell’enclave baltica di Kaliningrad, rispettando gli 11 fusi orari del Paese. Oltre cento milioni di russi sono chiamati a rinnovare la Duma, la camera bassa del parlamento. Scontata la vittoria del partito del presidente Putin, Russia Unita, un dato politico rilevante potrebbe essere l’entità dell’astensionismo, visto che una parte dell’opposizione ha invitato a boicottare le urne. Altri si dicono preoccupati per la scarsa presenza di osservatori stranieri e segnalano violazioni delle norme elettorali.

I sondaggi danno per sicura la conferma in parlamento dei comunisti di Gennadi Ziuganov, stabili o forse in crescita rispetto al 12,6% ottenuto nel 2003. Non è certo invece se altre formazioni riusciranno a superare la soglia di sbarramento, che questa volta è stata alzata dal 5 al 7%. Potrebbero entrare nella Duma per un soffio gli ultranazionalisti di Vladimir Zhirinowski e forse anche il partito Russia Giusta, alleato di Putin.

Jabloko, il gruppo liberale e filo-occidentale di opposizione guidato da Grigory Javlinski, resterebbe sotto il 7%, cosi’ come altre formazioni, tra cui l’Unione delle forze di destra SPS. I militanti di quest’ultima denunciano intanto che la polizia, mobilitata oggi per far rispettare la giornata di silenzio elettorale, ha circondato la loro sede di Krasnodar, nel sud della Russia, cercando di entrare con la forza.