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I russi rinnovano la Duma. Per Putin si profila plebiscito

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I russi rinnovano la Duma. Per Putin si profila plebiscito

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Gli occhi del mondo sono puntati sulla Russia per le elezioni parlamentari di domani. Un voto che per il Presidente Vladimir Putin potrebbe rappresentare un plebiscito, ma che in molti guardano con sospetto. Gli ultimi preparativi accompagnano la vigilia elettorale degli oltre cento milioni di cittadini chiamati a rinnovare la Duma.

Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, sembra lanciato verso una vittoria schiacciante. Alle scorse elezioni, quelle del 2003, guadagnò il 37 per cento dei consensi. Il partito comunista di Guennadi Zyuganov ne conquistò il 12,6 per cento. E domani, potrebbe essere l’unico partito a guadagnare un certo peso all’opposizione.

A differenza delle scorse consultazioni, quest’anno la soglia di sbarramento non sarà più del 5 per cento, bensì del 7 per cento. Il che renderà la vita difficile a molti partiti. Forse ce la faranno gli ultranazionalisti guidati da Vladimir Zhirinowski. Ma per Jabloko, il partito filo-occidentale di Gregory Jawlinski l’innalzamento della soglia potrebbe significare restare fuori dal Parlamento.

Il presidente Putin ha avvertito: la scelta è tra lui e il caos. Molti elettori gli riconoscono di avere dato stabilità e garantito la crescita economica dopo il caos degli anni Novanta. Ma gli oppositori denunciano brogli e i Paesi occidentali guardano con preoccupazione. A vigilare, non ci saranno nemmeno gli osservatori della OSCE.