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Elezioni politiche in Australia: possibile svolta

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Elezioni politiche in Australia: possibile svolta

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Piu’ di 13 milioni e mezzo di australiani vanno a votare per eleggere il nuovo parlamento. Governato da 11 anni dai conservatori, il paese potrebbe sterzare a sinistra, secondo alcuni sondaggi, mentre altri predicono una nuova vittoria, di strettissima misura, dei liberali.

Sentendo il vento cambiare, il primo ministro uscente John Howard, ha promesso sgravi fiscali per l’equivalente di quasi 20 miliardi di euro. Ma la sua campagna elettorale è stata giudicata priva di mordente dagli analisti ed è stata segnata da scandali che hanno minato il prestigio del partito al potere.

Contrariamente ad Howard, fedele alleato degli Stati Uniti, il principale sfidante, il candidato laburista Kevin Rudd, ha assicurato che ordinerà l’immediato ritiro delle truppe australiane dall’Iraq. Rudd, che è un ex diplomatico e parla correntemente il cinese, ha anche preannunciato che firmerà il protocollo di Kyoto. L’Australia è l’unico paese industrializzato, insieme agli Stati Uniti, a non averlo fatto.

Grande novità sulla scena politica locale, il candidato laburista ha anche detto che, se otterrà il posto di primo ministro, una delle prime cose che farà sara quella di porgere le scuse ufficiali della nazione alla popolazione aborigena per le sofferenze subite durante la colonizzazione del continente.