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Da oggi senza presidente. Non si sa se ci sarà elezione in parlamento

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Da oggi senza presidente. Non si sa se ci sarà elezione in parlamento

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Grande incertezza in Libano nel giorno in cui il parlamento dovrebbe riunirsi per eleggere il nuovo presidente. Il mandato del filosiriano Emile Lahoud è scaduto a mezzanotte e ieri sera la maggioranza antisiriana si è riunita al gran completo per manifestare la propria unità e determinazione.

In teoria, secondo la Costituzione, la maggioranza semplice basterebbe per designare il nuovo capo dello stato. Ma la consuetudine politica vuole la maggioranza qualificata, il che implica dunque un accordo con l’opposizione filosiriana, accordo per ora introvabile.

Ieri il leader dell’opposizione cristiano-maronita Michel Aoun aveva proposto un compromesso: un presidente indicato dal suo partito in carica fino alle politiche del 2009. In parallelo: un premier scelto dagli antisiriani. Per ora, sembra essere un buco nell’acqua.

Non è riuscito a sbloccare la situazione neanche l’impegno della diplomazia europea, con la presenza a Beirut dei ministri degli esteri: francese Bernard Kouchner, spagnolo Miguel Angel Moratinos e italiano Massimo D’Alema:

“Oggi è stata una giornata difficile ha detto D’Alema Abbiamo bisogno, non noi, ma i libanesi hanno bisogno di altro tempo. Credo comunque che ci sia ancora la possibilità di un accordo”.

Intanto l’esercito libanese è stato mandato a sorvegliare i punti nevralgici della capitale. Il timore è che un vuoto istituzionale non colmato in fretta possa far precipitare di nuovo il Libano nel caos.