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Chirac e la giustizia

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Chirac e la giustizia

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Il 19 luglio scorso, Jacques Chirac è stato interrogato per la prima volta da un giudice.

In qualità di testimone asistito, nel suo ufficio parigino, l’ex presidente francese aveva risposto al giudice Alain Philibeaux.

Chirac aveva appena perso l’immunità presidenziale, il 16 giugno, un mese dopo la fine del suo mandato

Era l’inizio della resa dei conti per questa personalità centrale per decenni nella politica francese.

Il caso in questione rimonta agli anni in cui Jacques Chirac era sindaco di Parigi.

E’ lo scandalo degli impieghi fittizi al comune della capitale: stipendi pagati a persone registrate come dipendenti comunali, ma che in realtà lavorarvano

Un sistema di finaziamento illegale. Alain Juppe, che al tempo delle malversazioni era responsabile delle finanze della città di Parigi, è la prima testa a cadere.

Prende 14 mesi con la condizionale nel 2004.

Allora solo l’immunità protegge Chirac, che non viene interrogato, come spiega un giornalista del quotidiano conservatore Figaro: “Chirac può essere condannato ad una pena simile a quella di Alain Juppé, perchè in ogni caso una parte dei fatti per i quali Alain Juppé è stato condannato sono gli stessi che oggi si contestano a Jacques Chirac.

Per essere chiaro: se Jacques Chirac non fosse stato presidente sarebbe stato giudicato senza dubbio allo steso tempo che Alain Juppé… e lui era il superiore di Juppé”

Oggi è un altro caso, simile, a vedere coinvolto il presidente. Si tratta sempre del comune di Parigi: questa volta di stipendi pagati a persone senza alcun rapporto con il comune. Persone dell’entourage di Chirac e del partito.

Tra loro l’autista personale di un ex prefetto, con contratto firmato di pugno da Chirac.

Fatti che risalgono agli anni ’80 e ’90, e per i quali i giudici sono determinati ora a scavare per far emergere un po’ di chiarezza.