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Legislative in Giordania, opposizione denuncia mancanza trasparenza

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Legislative in Giordania, opposizione denuncia mancanza trasparenza

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La Giordania si avvicina alle elezioni legislative di domani in un clima di sospetto alimentato dal rifiuto del governo di ammettere ai seggi osservatori indipendenti.

Più di 900 candidati, tra cui 200 donne, si contenderanno i 110 seggi della camera bassa del parlamento, nel primo scrutinio dall’introduzione del sistema maggioritario e del voto elettronico.

Largamente attesa una vittoria della maggioranza uscente. La nuova legge elettorale del 2003 assicura infatti più rappresentanza alle zone rurali, tradizionalmente abitate dalle confederazioni tribali fedeli al governo. Penalizzata invece l’opposizione, guidata dal Fronte d’azione islamico, presente soprattutto nei centri urbani del paese, dove abitano 2 milioni di elettori, su un totale di 5 milioni.

Braccio politico dei Fratelli Musulmani, il Fronte d’azione islamico aveva boicottato le amministrative di luglio, sostenendo che fossero truccate. Ora presenta 22 candidati, ma difficilmente supererà i 17 seggi che deteneva nel parlamento uscente.

Nei giorni scorsi, la stampa locale indipendente ha denunciato la compravendita di voti che favorirebbe i candidati governativi.

Nonostante gli appelli a non disertare le urne, il tasso di astensionismo potrebbe essere elevato. Molti elettori considerano il parlamento come interamente subalterno al potere del re Abdullah II, che ha la facoltà di nominare il governo, approvare le leggi e sciogliere la camera.