ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Kosovo verso le elezioni politiche, a Pristina si pensa all'indipendenza

Lettura in corso:

Kosovo verso le elezioni politiche, a Pristina si pensa all'indipendenza

Dimensioni di testo Aa Aa

Le strade di Pristina si sono riempite di manifesti elettorali. Sabato, i kosovari si recheranno alle urne, in un clima di tensione dovuto all’impasse in cui versano i negoziati sullo statuto della provincia serba a maggioranza albanese.

Si vota per rinnovare parlamento, consigli municipali e sindaci. Ventisei i partiti in lizza. Belgrado ha invitato la minoranza serba del Kosovo a boicottare le elezioni, in polemica con le rivendicazioni secessioniste dei partiti albanesi.

Lo scrutinio deciderà anche del prossimo primo ministro. Favorito è l’ex capo della guerriglia albanese dell’UCK, Hashim Thaci, che ha promesso di dichiarare unilateralmente l’indipendenza del Kosovo, se fallissero i negoziati tra serbi e kosovari albanesi. “Sono determinato a lavorare in prospettiva dell’indipendenza: voglio attrarre gli investitori occidentali affinché ci aiutino a far crescere la nostra economia e a migliorare il nostro tenore di vita. Il Kosovo otterrà una rappresentanza negli organismi internazionali, è un processo che avverrà un passo alla volta”.

A fronte del Partito democratico del Kosovo di Thaci, c‘è la Lega democratica del Kosovo, fondata dall’ex presidente Ibrahim Rugova, deceduto per un cancro nel 2006. In piena crisi di identità e a corto di idee, il partito conta quasi solo sull’immagine carismatica del leader scomparso. E non ha alcuna personalità politica di peso da contrapporre a Thaci per la carica di primo ministro.

Un partito di formazione recente, la Nuova alleanza per il Kosovo, potrebbe arrivare in terza posizione, stando ai sondaggi. Il fondatore Behgjet Pacolli è un magnate dell’edilizia che passa più tempo in Svizzera che in Kosovo. “Non sono entrato in politica per conquistarmi una poltrona. Non mi serve. Se pensassi solo a quello ne avrei in tutto il mondo”.

L’esito delle elezioni, qualunque esso sia, non mitigherà le paure degli abitanti di Mitrovica, città simbolo della divisione tra kosovari serbi e albanesi. Qui tutti temono una nuova ondata di violenze, se il Kosovo proclamerà unilateralmente l’indipendenza.