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Francia in ginocchio per scioperi

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Francia in ginocchio per scioperi

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La Francia ha invaso le piazze oggi per dire no alla riforma del regime pensionistico proposta dal presidente Nicolas Sarkozy. Da Tolosa, a Bordeaux, fino a Parigi, un Paese in ginocchio per un’ondata di scioperi che interessa in particolare i trasporti pubblici. Pomo della discordia i cosiddetti “regimi speciali”, di cui godono alcune categorie.

“La soluzione del conflitto – racconta un manifestante – è quella di mantenere il sistema attuale. Quello che chiediamo è di mantenere o migliorare il sistema attuale. E’ fuori discussione per noi arrischiarci in una riforma che faccia abbassare il livello delle pensioni, è impensabile”. “Personalmente non vogliamo negoziare – aggiunge un uomo. Non vogliamo che si ritiri questa proposta”.

Oggi ha circolato solo un decimo dei treni a lunga percorrenza. Disagi anche per autobus e metropolitana di Parigi. A qualcuno, però, non è andata poi così male. “Sono riuscito a prendere il treno all’orario previsto – racconta un pendolare. Il vagone era piuttosto vuoto, quindi per ora va bene”.

Governo e sindacati si sono accordati per condurre trattative sulle singole categorie. Ma ancora non si sa come procederanno. E sulle strade francesi oggi c’erano 360 chilometri di ingorghi, quasi cento in più del solito. “E’ una confusione totale. Ovunque – dice un automobilista. Come ogni giorno di sciopero”. Qualcuno si arrangia con mezzi alternativi e spera che l’agitazione termini presto. Ma la confusione potrebbe perdurare per diversi giorni. Il 20 novembre, inoltre, braccia incrociate per i dipendenti pubblici.