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Danimarca, Rasmussen vincitore ma cresce il peso dell'estrema destra

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Danimarca, Rasmussen vincitore ma cresce il peso dell'estrema destra

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La Danimarca si affida per la terza volta consecutiva al primo ministro uscente Anders Fogh Rasmussen, il cui partito esce solo lievemente ridimensionato dalle elezioni di ieri. Più ancora che nella precedente legislatura, tuttavia, liberali e conservatori avranno bisogno dell’estrema destra per avere la maggioranza assoluta in parlamento. “Questa vittoria è storica – ha dichiarato Rasmussen – per la terza volta il partito liberale vince le elezioni e per la terza volta si conferma primo partito del paese”.

Vincitore, non certo trionfatore. Rasmussen aveva voluto le elezioni anticipate per smarcarsi dall’estrema destra, ma ora ne avrà bisogno più di prima. Il grafico mostra in blu il partito liberale del primo ministro, che ottiene 46 seggi in parlamento. Diciotto vanno agli alleati conservatori e venticinque all’estrema destra del partito del popolo danese.

Nuova Alleanza, di recente formazione, conquista 5 seggi. Mentre la sinistra rimane stabile. Ventitre seggi ai popolar socialisti, quarantacinque ai social democratici, nove ai social liberali. Sorridente malgrado la delusione, la presidente dei social-democratici Helle Thorning Schmidt ha ammesso la sconfitta. E ha invitato i militanti a rafforzare il partito in vista delle prossime elezioni.

I risultati danno nuovo impulso alla destra xenofoba di Pia Kjaersgaard, che potrà influenzare la poltiica del governo. Non sembrano invece rendere indispensabile un accordo tra Rasmussen e la neonata formazione centrista Nuova Alleanza.