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Danimarca: dopo la vittoria un cammino difficile per Rasmussen, conta su una maggioranza risicata

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Danimarca: dopo la vittoria un cammino difficile per Rasmussen, conta su una maggioranza risicata

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Finita la festa, comincia un difficile cammino per il premier danese Anders Fogh Rasmussen, che ha ottenuto un terzo mandato dal voto di lunedì. Riduzione delle tasse, rafforzamento del welfare state, continuità nelle politiche, restrittive, in materia di immigrazione. Queste i temi della campagna elettorale, su cui Rasmussen si prepara a lavorare.

Ma la maggioranza ottenuta alle legislative è risicata: secondo alcuni commentatori il premier è allo stesso tempo vincitore e perdente: il suo partito liberale ha sei seggi in meno rispetto a due anni fa. Ne ha 46 cui si sommano i diciotto dei conservatori e i 25 del partito del popolo. La formazione di estrema destra assicura l’appoggio esterno al governo. Il premier dovrà sfoggiare doti da equilibrista se vorrà contare anche sui 5 seggi della Nuova alleanza di Nasser Kader per arrivare a quota 95 su 179.

Kader è su posizioni diametralmente opposte a quelle di Pia Kjarsegaard, leader del partito del popolo che ha condizionato la linea dura in tema di immigrazione. Linea contro cui si batte la sinistra guidata dalla socialdemocratica Helle Thorning Schmidt, rimasta stabile in parlamento.

Per ora i seggi sicuri sono 90, la soglia necessaria per la maggioranza assoluta, raggiunta grazie all’elezione di un deputato di una piccola formazione. Rasmussen continua dunque a dipendere dall’estrema destra che si conferma terza forza in parlamento.