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Lotta contro il disastro ecologico nei mari Nero e d'Azov mentre si cercano ancora i dispersi

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Lotta contro il disastro ecologico nei mari Nero e d'Azov mentre si cercano ancora i dispersi

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Il buio e il peggioramento delle condizioni atmosferiche stanotte hanno complicato le operazioni di ricerca nel Mar Nero e nel Mare d’Azov dove sono dati per dispersi ancora 20 uomini dopo l’affondamento di cinque navi domenica. Tre i corpi finora restituiti dalle acque. Le autorità russe e ucraine hanno costituito una cellula di crisi comune per coordinare i soccorsi e cercare di limitare l’impatto ambientale.

1.300 tonnellate di gasolio sono state riversate dalla nave cisterna russa Volganeft-139. Sott’acqua nella stiva, ci sarebbero altre 3.000 tonnellate di gasolio. Le tre navi colate a picco nello Stretto di Kerch erano invece piene di zolfo. La quinta, affondata al largo dell’Ucraina, trasportava quasi 6.000 tonnellate di rottami ferrosi quando il mare in tempesta l’ha travolta.

Il governatore della regione russa di Krasnodar parla di 30.000 uccelli morti, senza contare quelli contaminati ancora in vita.
Per oggi sono attesi più di 500 soldati per ripulire le chiazze di idrocarburi.