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Italia: condannati a 30 anni di carcere il padre e i cognati di Hina, la pachistana uccisa perché troppo occidentale

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Italia: condannati a 30 anni di carcere il padre e i cognati di Hina, la pachistana uccisa perché troppo occidentale

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L’hanno uccisa perché voleva vivere all’occidentale, ora sconteranno trent’anni di carcere il padre e i due cognati di Hina Saalem. Nell’agosto del 2006 la ragazza pachistana fu sgozzata e seppellita nel giardino di casa a Sarezzo, in provincia di Brescia. Due anni e otto mesi per lo zio materno, che collaborò a sotterrare il cadavere. Hina, 21 anni, si era ribellata alle regole stabilite dal padre. Al momento dell’arresto Mohamed Saleem aveva detto di non volere che la figlia diventasse una prostituta come le altre.

Alla lettura della sentenza la madre di Hina ha cominciato a urlare contro i giudici: “me lo ammazzano” riferendosi al marito. L’anno scorso disse che non lo avrebbe mai perdonato. La donna è stata trasferita in ospedale mentre davanti al palazzo di giustizia alcune persone hanno protestato contro le violenze sulle donne. A denunciare la scomparsa della ragazza fu il fidanzato, italiano, con cui Hina viveva a Brescia dove lavorava.