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Francia: al via un nuovo sciopero nei trasporti ferroviari contro la riforma dei regimi speciali pensionistici

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Francia: al via un nuovo sciopero nei trasporti ferroviari contro la riforma dei regimi speciali pensionistici

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Il traffico ferroviario francese si ferma di nuovo, a distanza di un mese. I dipendenti in sciopero contestano la riforma dei regimi speciali pensionistici proposta da Nicolas Sarkozy che interessa 500 mila lavoratori. Un tema su cui secondo la stampa il presidente francese potrebbe giocarsi la credibilità di negoziatore.

“Queste riforme i francesi le hanno approvate” ha detto Sarkozy all’europarlamento. “Prima delle elezioni ho detto loro che le porteremo a compimento. Niente mi distoglierà dal mio obiettivo. E’ il miglior servizio che la Francia può rendere all’Europa”.

Sette associazioni di categoria su otto (tranne il sindacato autonomo) promuovono lo sciopero contro la proposta di innalzare da 37 anni e mezzo a 40 il periodo necessario per maturare i contributi per la pensione, come succede alle altre categorie.

“Quando hanno firmato il contratto di lavoro i ferrovieri hanno preso un impegno”, ha detto Eric Falempin, segretario generale dei macchinisti di Force Ouvriere. “L’impegno era andare in pensione a 50 anni per i macchinisti, a 55 per gli altri lavoratori. E questo viene messo in discussione”.

Dopo l’agitazione del diciotto ottobre scorso, dalle venti di oggi sono fermi gran parte dei Tgv e dei treni regionali. Domani tocca al trasporto dell’Ile de France, pochissime corse sulla rete espressa parigina e sulla metropolitana della capitale.

I sindacati, che hanno incontrato Sarkozy e il ministro del lavoro Xavier Bertrand, ritengono che i i ferrovieri non possano lavorare perché il loro è un mestiere usurante: la loro aspettativa di vita è inferiore di cinque anni a quella dei dirigenti.