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Belgio, lo spettro di una scissione fa paura ai francofoni

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Belgio, lo spettro di una scissione fa paura ai francofoni

Belgio, lo spettro di una scissione fa paura ai francofoni
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Rhode St. Genèse, comune fiammingo alla periferia di Bruxelles, è uno dei terreni di scontro nella crisi politica che attanaglia il Belgio dalle elezioni del 10 giugno scorso. Pierre Decroly e la sua famiglia sono francofoni, come la maggioranza degli abitanti di Rhode St. Genèse. E godono di alcuni diritti a tutela della specificità linguistica. Diritti che un testo votato dai politici fiamminghi vuole ridurre drasticamente. “L’obiettivo di questa iniziativa è invertire i rapporti di forza tra le comunità linguistiche. I francofoni, maggioritari a Bruxelles, diventerebbero minoritari in un contesto più ampio, quello delle Fiandre, che comprenderebbe anche Bruxelles”.

Rhode St. Genèse è un comune a regime speciale. Ce ne sono sei nella circoscrizione di Hal Vilvorde, alla periferia di Bruxelles. A differenza di quello che avviene nel resto delle Fiandre, qui i francofoni possono rivolgersi in francese alle amministrazioni locali e votare per partiti valloni alle elezioni politiche.

“Abbiamo una biblioteca francese nel quartiere ed è molto, molto ben fornita. In passato veniva finanziata dalla comunità francofona, ma all’improvviso i fiamminghi hanno deciso che la comunità francofona belga non avesse più la facoltà di inviare denaro per sostenere le biblioteche nei comuni a regime speciale come il nostro”.

L’obiettivo dei francofoni è evitare la scissione della circoscrizione elettorale di Bruxelles Hal Vilvorde, voluta dai politici fiamminghi. Un passo che potrebbe preludere a una scissione del Belgio. Ma per l’analista fiammingo Stefan Fries è uno scenario improbabile. “Quella dei fiamminghi è stata indubbiamente una provocazione. Per la prima volta si sono avvalsi della loro maggioranza numerica contro la comunità francofona. Il paese finirà per dividersi? Non credo”.

I sondaggi mostrano che la maggioranza dei belgi considera verosimile l’ipotesi di una scissione, pur giudicandola un fatto negativo.