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Saakashvili attacca Mosca per proteste

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Saakashvili attacca Mosca per proteste

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La piazza insorge e Saakashvili subito punta il dito contro Mosca. Al termine di una giornata di violenti scontri tra polizia e suoi oppositori, il presidente georgiano accusa la Russia di sostenere i manifestanti. Dopo avere richiamato l’ambasciatore georgiano a Mosca e convocato quello russo a Tiblisi per consultazioni, annuncia l’espulsione di alcuni diplomatici russi dell’ambasciata della capitale.

Con gas lacrimogeni, idranti e cariche la polizia ha cercato di soffocare il sesto giorno di proteste. La televisione vicina all’opposizione ha interrotto i programmi, dopo l’irruzione all’interno della sede da parte delle forze speciali. Da venerdì decine di migliaia di persone sono scese nelle piazze per chiedere le dimissioni del capo dello Stato, accusato di abuso di potere e di cattiva gestione economica.

Per Saakashvili, dietro le proteste ci sarebbero i servizi speciali russi. Questa è la più imponente mobilitazione di massa dal 2003, anno in cui si è insediato dopo la cosiddetta “Rivoluzione delle Rose”. “La repressione provocherà una nuova ondata di proteste nel Paese che potrebbero porre fine a questo governo” – dice il leader dell’opposizione Gyorgy Khaindrava. Sulla vicenda interviene anche l’Unione europea. Bruxelles ha annunciato che manderà un inviato a Tiblisi per consultazioni il più presto possibile.