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In parlamento il voto sulla scissione della circoscrizione di Bruxelles, decisivo per i rapporti tra fiamminghi e francofoni

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In parlamento il voto sulla scissione della circoscrizione di Bruxelles, decisivo per i rapporti tra fiamminghi e francofoni

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Il Belgio, privo di un governo da cinque mesi rischia di vedere saltare anche le trattative in corso: decisivo il voto di oggi in parlamento sulla scissione della circoscrizione di Bruxelles-Hal-Vilvorde, voluta dai fiamminghi e respinta dai francofoni. Dopo un incontro con il premier designato, il cristiano democratico Yves Leterme, e in assenza dei francofoni i partiti fiamminghi hanno trovato un accordo su nuovi negoziati su questo tema. Secondo il deputato socialista Thierry Giet una eventuale scissione sarebbe interpretata dai francofoni “come una dichiarazione di guerra”.

La circoscrizione bilingue, simbolo delle divisioni tra valloni e fiamminghi, comprende i 19 municipi della capitale e 35 comuni fiamminghi alla sua periferia. Se passasse la proposta di scissione, i 120.000 francofoni che vivono in territorio fiammingo perderebbero la possibilità di votare per i loro candidati alle legislative.

I francofoni sono fermi: in caso di un voto a favore della separazione i rappresentanti dei loro partiti abbandoneranno le trattative per la formazione del nuovo esecutivo.