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Pakistan, crescono le proteste contro Musharraf

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Pakistan, crescono le proteste contro Musharraf

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In Pakistan l’opposizione al regime d’emergenza deciso dal presidente Musharraf sta crescendo. In tutto il paese continuano le manifestazioni di protesta, in particolare da parte degli avvocati che contestano la sospensione della costituzione. Mentre dall’estero, tutte le capitali occidentali hanno moltiplicato gli inviti a Musharraf a ristabilire le garanzie democratiche.

Il capo dello Stato sta cercando di resistere a tutte le pressioni andando avanti con il suo piano per garantirsi la permanenza al potere. Oggi hanno giurato il nuovo presidente e i giudici della Corte suprema che sono andati a sostituire quelli destituiti da Musharraf. L’ex presidente della Corte suprema Iftikhar Chaudhry, posto agli arresti domiciliari, ha fatto pervenire un SMS a un gruppo di avvocati nel quale afferma che la “Costituzione è stata fatta a pezzi”.

La Corte presieduta da Chaudhry avrebbe dovuto pronunciarsi sull’incompatibilità del doppio ruolo di Musharaff, eletto presidente il 6 ottobre scorso anche essendo capo delle forze armate. È intanto tornata in patria Benhazir Bhutto. Il presidente del Partito del Popolo pachistano ed ex primo ministro ha detto che non stringerà nessun accordo con Musharaff.

“Ho sentito che circolano voci su una mia possibile nomina a primo ministro. Vi posso assicurare che queste voci sono false. Queste notizie sono false”, ha affermato l’ex premier. La Bhutto, che non ha ancora invitato i propri sostenitori a scendere in strada, ha detto che si consulterà con gli altri leader dei partiti d’opposizione per decidere una strategia comune.